Chi siamo

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La nascita di Centro Veneto Servizi è il naturale approdo di un cammino da tempo intrapreso e portato avanti sempre con convinzione, sviluppatasi su un solido tessuto di esperienze di collaborazione, avviato e realizzato da tanti amministratori comunali in modo preveggente e concorde.

Verso la fine del 1993 nasce l’Azienda Speciale Consorziale Centro Veneto Servizi, con sede in Monselice (PD), in seguito alla fusione dei seguenti tre Consorzi acquedottistici, le quali origini risalgono agli anni Trenta:

il Consorzio Acquedotto dell’Adige, con sede in Monselice, comprendente 11 Comuni; 

l’Acquedotto Consorziale Conselvano – Roncajette, con sede in Conselve, comprendente 17 Comuni;

il Consorzio intercomunale per l’approvvigionamento idrico dei Comuni della Bassa Padovana, con sede in Este, comprendente 22 Comuni.

 Il processo di unificazione non sorse all’improvviso, né fu determinato esclusivamente dalla nuova normativa nazionale, che indirizzava le singole realtà a mettersi insieme e a creare organismi più adeguati, per dimensione territoriale e per potenzialità, ad affrontare in modo efficace ed efficiente i problemi sempre più difficili della gestione del ciclo delle acque.

I tre Acquedotti, a tempo operativi, realizzavano la fornitura quasi completamente attraverso l’attingimento in Adige, che nel frattempo manifestava i primi segnali di “malessere” dovuti al forte sviluppo che negli anni del dopoguerra si era verificato nelle aree industriali del Veronese e del Trentino. I responsabili degli acquedotti iniziarono ad esaminare congiuntamente le problematiche, sensibilizzando anche le Autorità politiche locali e regionali, nonché tutti gli Enti Acquedottistici interessati all’attingimento in Adige.

Alla fine del 1972 si è manifestata nel fiume un’eccezionale magra, conseguenza di alcuni inteventi ENEL a monte del fiume. Ciò comportò problemi di potabilizzazione a causa delle forti concentrazioni di inquinamento nelle ridotte portate. L’allora Presidente dell’Acquedotto dell’Adige, dr. Mario Balbo, partecipò immediatamente la propria preoccupazione agli altri Consorzi invitando tutti ad un intervento congiunto.

Da questo momento si può dire inizi il processo di graduale aggregazione fra i Consorzi, i quali iniziarono ad assumere un indirizzo unitario per quanto riguarda il sistema di potabilizzazione dell’acqua di fiume.

Si pervenne in data 01/10/1983, a seguito di un periodo di collaborazione sulla base di rapporti personali, alla stipula di una Convenzione fra tutti gli Enti Acquedottistici interessati e l’Istituto di Chimica Industriale della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova. L’obiettivo principale era quello di stabilire le cause di eventuali inefficienze dei vari impianti di potabilizzazione e di suggerire, conseguentemente, i possibili rimedi. Sorse così il Centro Studi di Potabilizzazione presso l’Università di Padova, sotto la direzione del prof. Francesco Campo e del successore prof. Giancarlo Navazio.

Dalla collaborazione è sorta l’esigenza non solo di uniformare gli impianti, ma anche di ricercare congiuntamente una fonte idrica alternativa all’Adige

 In un primo momento le Amministrazioni dei Consorzi Conselvano-Roncajette e dell’Adige mostrarono interesse alla realizzazione dell’opera, congiuntamente al Consorzio Interprovinciale Acquedotto Euganeo Berico di Padova, al fine di potenziare il rifornimento idrico dei rispettivi territori mediante una nuova derivazione dalla falde di Carmignano-Fontaniva. Il punto di attingimento appariva ottimale perché il percorso dell’acqua evitava la zona degli insediamenti industriali. L’abbondante quantità e la buona qualità dell’acqua poteva soddisfare anche le esigenze dei Consorzi Conselvano-Roncajette e Adige e non necessitava degli onerosi trattamenti attuati presso le Centrali in Adige.

Iniziarono allora con l’Acquedotto Euganeo Berico vari incontri per procedere insieme alla costruzione delle opere necessarie a portare acqua di ottima qualità anche alla popolazione della Bassa Padovana. Si procedette quindi alla costruzione di una Centrale di attingimento di 853 l/s e la costruzione di una condotta adduttrice di grosso diametro che da Carmignano di Brenta doveva giungere a Monselice.

A questa iniziativa aderirono inizialmente anche il Consorzio Cittadellese e il Comune di Abano.

Si pervenne, in data 04/12/1984, alla stipula di un’apposita Convenzione che vedeva quali sottoscrittori i Consorzi Euganeo Berico, Conselvano e Acquedotto dell’Adige per farsi carico dell’intera opera suddividendo pro-quota anche gli oneri previsti per il Consorzio Cittadellese ed il Comune di Abano che, nel frattempo, di erano ritirati.

Nel 1984 il Consorzio di Este otteneva dalla Regione un finanziamento per garantire la potabilità dell’acqua attinta dal fiume e dai laghetti di Baone e vedeva nell’iniziativa intrapresa dagli altri Consorzi la possibilità di risolvere i problemi di potabilità e di scarso approvvigionamento nella propria zona. Il Consorzio Bassa Padovana di Este sposò l’iniziativa e in data 27/04/1988 venne stipulata una nuova Convenzione che prevedeva la suddivisione del complessivo quantitativo idrico progettuale di 853 l/s tra i quattro Consorzi.

L’importante opera è stata inaugurata nel 1988, dopo numerosi incontri tra i quattro Consorzi dal ‘86 al ’88, e subito si manifestarono evidenti i benefici di tale opera. Un terzo della popolazione dei tre Consorzi ora è approvvigionata con acqua delle risorgive del Brenta e questo permette di supplire temporaneamente anche alla totale chiusura delle tre Centrali in Adige in occasione di periodici allarmi sulla qualità dell’acqua grezza del fiume.

Successivamente si è subito cercato di estendere verso nord la ricerca di fonti ancora più promettenti in termini di qualità e quantità ed è stato individuato nel lago del Corlo, in Comune di Arsié il luogo del possibile futuro prelievo. Tale attingi mento consentirà la totale dismissione delle Centrali in Adige e l’erogazione della fornitura idrica a gravità, con un conseguente cospicuo risparmio energetico.

Grazie alla Legge n. 142 dell’8 giugno 1990  sul riordino delle Autonomie Locali, che prevedeva anche l’obbligo per i Consorzi della trasformazione in Enti Economici, e la successiva legge Galli n. 36 del 06/01/1994 iniziò un progetto di fusione ideato dai quattro Consorzi.

Il Consorzio Euganeo Berico all’improvviso ed inspiegabilmente decise di non aderire al progetto  a causa della defezione di alcuni sui Comuni, in particolare quelli ricadenti nel territorio della Provincia di Vicenza.

L’operazione giunse comunque a compimento e fra i tre Consorzi rimanenti il 26/11/1993 venne stipulato il rogito di costituzione dell’Azienda Speciale Consorziale Centro Veneto Servizi, con sede in Monselice.

Notevoli sono stati i problemi affrontati e risolti in materia di unificazione tariffaria, concentrazione delle attività direzionali, suddivisione delle risorse umane, riorganizzazione operativa, raggiungendo risultati in maniera spedita, grazie anche alla decennale collaborazione degli Acquedotti.

La buona gestione ha fatto maturare la convinzione di aderire all’Azienda da parte di 10 Comuni della Provincia di Vicenza.

In data 26/06/2003 L’Azienda Speciale Consorziale Centro Veneto Servizi ha dato attuazione a quanto previsto dall’art. 35 della legge finanziaria 2002 n. 448 del 28/12/2001 procedendo alla costituzione del Centro Veneto Gestione Acque S.r.l., gestore del servizio, e trasformando l’Azienda stessa in Centro Veneto Servizi S.p.A.,  proprietaria di reti ed impianti e gestore della proprietà stessa.

L’attuale Centro Veneto Servizi S.p.A. è subentrata in tutti i rapporti attici e passivi della precedente Azienda Speciale, compresa la concessione per la gestione del ciclo idrico integrato delle acque nere e del territorio assegnato dall’Autorità d’Ambito Bacchiglione, giusta Convenzione sottoscritta in data 11/02/2003.