Cantieri per emergenza PFAS

Cantieri per emergenza PFAS

Il progetto per servire Montagnana da una fonte diversa garantirà l'approvvigionamento con acqua a presenza zero di PFAS, attraverso l’estensione da Ponso a Montagnana dell’attuale condotta Monselice-Ponso, sfruttando una produzione residua notturna della fonte di Camazzole, con la realizzazione di un apposito serbatoio a Montagnana. In questo modo saranno diversificate le fonti e il montagnanese potrà ricevere acqua pulita da est, anziché rifornirsi da ovest, dove si è verificato l’inquinamento da PFAS, come ora avviene. Il progetto prevede solo per il territorio di CVS un investimento di oltre 15 milioni di euro.
 
Per accelerare le tempistiche per fornire acqua non contaminata, CVS ha proposto di realizzare da subito il primo stralcio funzionale dell’opera. In questa prima fase, l’acqua che arriverà a Montagnana sarà quella proveniente dal fiume Adige (del tutto priva di PFAS) e in particolare dalla centrale di potabilizzazione di Piacenza d’Adige, grazie alla realizzazione di un nuovo collegamento tra Casale di Scodosia e Montagnana.
 
È possibile infatti sfruttare gli esuberi di produzione notturna della centrale di Piacenza d’Adige (PD), che preleva acqua dal fiume Adige, per invasarli in un primo modulo del serbatoio di Montagnana già previsto nel progetto generale, e inviarli poi nel periodo diurno verso il Comune di Montagnana.
 
Si andrebbero quindi a realizzare, per il momento, due parti del progetto complessivo: il primo dei due moduli da 5.000 mc previsti per il nuovo serbatoio strategico di Montagnana  e il tratto di collegamento del nuovo serbatoio con la centrale di Montagnana-centro e la relativa rete di distribuzione, mediante la posa di 4,5 Km di nuova tubazione in ghisa sferoidale.
 
Di nuovo, rispetto al progetto principale, ci sarebbe solo la realizzazione di 3,6 Km di nuova condotta, sempre in ghisa sferoidale, dal centro di Casale di Scodosia fino al sito ove è prevista la realizzazione del nuovo serbatoio di Montagnana.
 
Si tratta di un’aggiunta che comporta un costo contenuto e che, inoltre, contribuisce ad aumentare l’elasticità e la sicurezza complessiva del sistema. Una volta completato l’intero schema, infatti, sarà possibile sfruttare questo tratto di condotta per alimentare “in controcorrente” anche i comuni a sud di Montagnana, offrendo così acqua pedemontana di ottima qualità a un territorio ancora più ampio.
 
Ammontano intanto a un milione e 750.000 euro gli investimenti già sostenuti da parte di Centro Veneto Servizi per far fronte all’emergenza PFAS. I cantieri già conclusi, in corso oppure in fase di avvio sono i seguenti (per saperne di più clicca sul nome del cantiere):

GRANCONA, in VIA S. APOLLONIA, estensione di rete in zona di emergenza PFAS, attualmente in esecuzione, per un costo di € 200.000

POIANA MAGGIORE, in  VIA VICENTINA, cantiere per estensione di rete in zona di emergenza PFAS, in esecuzione, per un costo di € 450.000

SAREGO, nuova condotta adduttrice MONTICELLO – MELEDO, in fase di conclusione, intervento del costo di € 600.000

SAREGO, estensioni di rete in VIA PALAZZETTO, VIA PARADISO e VIA CA’ D’ORO, per un importo complessivo di € 100.000, in accordo con il Comune su finanziamento regionale, cantiere già terminato e nuova rete già in esercizio

SAREGO, estensioni di rete in VIA MONTE GRAPPA e VIA DELL’AGRICOLTURA, intervento in gara, per un valore di € 300.000

SAREGO, POZZO SANT’ANTONIO e POZZO MONTICELLO: impianti di filtrazione a carboni attivi, investimento di € 200,000 già eseguito e costo di esercizio per l’anno 2015 di € 98.000,00 (analisi, ricambio carboni e personale)

 

Alcune foto del cantiere in via Monticello, Sarego (VI)